Le cause del superallenamento

Di Juergen Weineck



Nello sport competitivo e di elevata prestazione per lo sviluppo della capacità di prestazione sportiva, è essenziale allenarsi duramente. Per migliorare in modo ottimale, però, l’atleta dovrebbe essere in grado non soltanto di allenarsi intensamente, ma anche di riposarsi adeguatamente dopo l’allenamento: normalmente sono sufficienti ventiquattro ore. Però, se ci si allena due o tre volte al giorno per vari giorni, come avviene, ad esempio, in un allenamento a blocchi, sono poi necessari da uno a due giorni di recupero (cfr. Hynynen et al. 2006, 313). Se vi è uno squilibrio tra allenamento e recupero, quindi, si può produrre una sindrome da superallenamento, come si può osservare spesso negli atleti di livello elevato (cfr. Uusitalo 2001, 35 e segg.; Kelmann 2002, 3 e segg.).
A tale proposito, si può osservare che un carico oggettivamente identico viene soggettivamente elaborato in modo completamente diverso. La rielaborazione del carico da parte di un atleta è notevolmente influenzata da numerosi fattori. Così, ad esempio, un ambiente negativo dal punto di vista sociale (problemi con il partner, preoccupazioni professionali, ecc.) può provocare mancanza di serenità, disturbi del sonno, scarso appetito e una depressione dell’umore che hanno un’importante azione negativa sul recupero.

Secondo Urhausen (in Künstlinger 2006, 53), ogni atleta presenta una sorta di “serbatoio degli stress” che contiene, oltre allo stress deldell’allenamento e delle gare, gli stress professionali e privati, le malattie, i cambiamenti climatici, gli errori alimentari, ecc. Nella sindrome da superallenamento, anche se si continua o addirittura si incrementa l’allenamento, si produce una diminuzione del rendimento dell’atleta. L’atleta si sente “spompato”, lamenta di avere le gambe pesanti, depressione e stanchezza.

La fase precoce dello sviluppo di un superallenamento è definita overreaching – tale stato viene volutamente provocato in un allenamento a blocchi – e rappresenta una sorta di superallenamento a breve termine. Il recupero successivo a un periodo di allenamento duro o a un allenamento teso a raggiungere uno stato di overreaching può durare da più giorni fino a una o più settimane. Ma, nel caso di superallenamento, il ristabilimento può richiedere da più mesi fino a un anno (cfr. Raglin, Barzdukas 1999, 27; Kelmann 2002, 3 e segg.; Pichot, Roche, Gaspoz 2004, 10 e segg.; Uusitalo et al. 2004, H1821 e segg.; Hynynen et al. 2006, 313).

Nel settore dell’allenamento, le cause possono essere:
• un incremento eccessivamente rapido dell’intensità e del volume del carico di allenamento;
• un insegnamento eccessivo e forzato della tecnica di processi difficili di movimento;
• l’eccessiva unilateralità dei metodi e dei contenuti di allenamento;
• una sommatoria di gare con intervalli di riposo insufficienti.

TIPOLOGIE DI SUPERALLENAMENTO, SINTOMI CARATTERISTICI, DIAGNOSI
Fondamentalmente si realizza una distinzione tra superallenamento basedoviano (simpaticotonico)  e addisoniano (parasimpaticotonico). La tabella fornisce un quadro di queste due forme di superallenamento.



PREVENZIONE
Per prevenire la condizione di superallenamento, si debbono evitare il più possibile tutti i suoi fattori di rischio.  Per migliorare l’equilibrio tra sollecitazione e recupero si deve tentare, servendosi di un questionario standardizzato, di rilevare quantitativamente  quale sia lo stato attuale dell’atleta. Per questa ragione, se si vuole valutare quale sia il livello individuale di sollecitazione degli atleti, è consigliabile utilizzare regolarmente un questionario come il Erholungs-Belastungs-Fragebogen (EBF, questionario carico-recupero) elaborato da Kellmann, Kallus (2000). Questo questionario, con le sue settantasette domande, registra tutti gli avvenimenti che stressano gli atleti e le loro conseguenze.
Alla base di questo metodo c’è l’ipotesi che l’accumulo degli stress – che si producono nei vari campi della vita con possibilità insufficienti di recupero – in questo caso di eccesso di sollecitazione provochi un cambiamento dello stato generale psicofisico. I dati che si rilevano in base alle risposte permettono di realizzare un profilo individuale di un atleta o di una squadra dopo un determinato periodo di allenamento o di gara, oppure di definirne l’andamento attraverso rilevazioni eseguite in momenti diversi.

Per saperne di più: L'allenamento ottimale, J. Weineck. Perugia: Calzetti & Mariucci, 2009.