Sovrappeso e obesità dei bambini in Italia. Aspetti epidemiologici ed evidenze scientifiche.


A cura di: Dario Colella

 

 

Sovrappeso e obesità sono ormai considerati, in modo particolare nei Paesi occidentali, un problema di sanità pubblica che comporta conseguenze negative a livello sanitario e socioeconomico (Choi et al. 2005; Wyatt et al. 2006; Raymond et al. 2006; WHO 2007). Il fenomeno ha raggiunto livelli preoccupanti tra i bambini e gli adolescenti, poiché la prevalenza del sovrappeso e dell'obesità è in costante aumento soprattutto in età evolutiva (Strass, Pollack 2001; Lobstein et al. 2004; WHO 2007). Si stima che ventidue milioni di bambini al di sotto dei cinque anni siano obesi, e gli adolescenti che diventeranno adulti obesi saranno un numero rilevante (WHO 2007). È un problema che richiede la programmazione di interventi, sia per le implicazioni dirette sulla salute del bambino, sia perché rappresenta un fattore di rischio per l'insorgenza di patologie in età adulta (Menschik 2008).

 

Negli ultimi anni, in Italia sono stati condotti vari studi regionali o a livello di ASL, basati su misurazioni dirette dei bambini tra i sei e i nove anni che differiscono per tempi, modalità, età campionate, rendendo difficile il confronto dei dati ed il loro utilizzo per la programmazione degli interventi. In Italia non esistono dati esatti riguardo la prevalenza di sovrappeso e obesità tra i bambini in età scolare. I dati disponibili attualmente sono forniti dall'Istat (autoriferiti e con fasce d'età molto ampie) da diversi studi condotti a livello regionale e di ASL. Comunque, che il problema dell'obesità e del sovrappeso nei bambini abbia acquistato un'importanza crescente anche in Italia è uno dei risultati principali che emergono da "OKkio alla Salute" (2008), indagine sulle abitudini alimentari e sull'attività fisica dei bambini delle scuole primarie (sei-dieci anni), condotta dall'Istituto superiore di Sanità, nell'ambito del Progetto Guadagnare salute.

 

Tale indagine riporta che il 12,3% dei bambini è obeso, mentre il 23,6% è in sovrappeso: più di un bambino su tre, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Ciò significa che un milione e centomila bambini tra i sei e gli undici anni sono in soprappeso o obesi in tutta Italia. Sebbene nessuna Regione possa dirsi esente dal problema (figura 1), le differenze sul territorio sono notevoli, con situazioni più gravi al Sud (www.epicentro. iss.it).

 

Nel corso del 2008, è stato rilevato il peso e la statura di 45.590 alunni delle scuole primarie, terze elementari, di diciotto regioni italiane. L'indagine ha visto una partecipazione elevatissima dei bambini e delle famiglie (solo il 3% ha deciso di non partecipare all'indagine). Gli alunni hanno compilato un questionario sulle abitudini alimentari e di attività fisica. Tra i genitori, 46.469 hanno compilato un questionario fornendo informazioni sugli stili di vita dei propri figli e sulla propria percezione del problema. Anche i dati raccolti sull'attività fisica sono poco confortanti: solo un bambino su dieci fa attività fisica in modo adeguato per la sua età e uno su quattro non ha svolto attività fisica il giorno precedente l'indagine. Il sovrappeso e l'obesità dei bambini e dei ragazzi costituiscono fattori predittivi di patologie in età adulta, ma anche un limite per il processo di avviamento alla pratica sportiva. Infatti, le motivazioni al gioco ed allo sport sono in relazione ai livelli di prestazioni motoria individuale e alla possibilità di continuare a praticare con successo uno sport.

 

Anche se numerosi studi sono stati compiuti al di fuori della Regione europea, recenti evidenze scientifiche riportano che esiste una forte correlazione tra peso corporeo e livelli di attività fisica nell'età evolutiva (Menschik 2008) e che le misure di prevenzione e trattamento più efficaci si confermano essere la riduzione dei comportamenti sedentari e l'aumento dell'attività fisica, associati all'educazione alimentare (Duché 2008). Un lavoro di Nader et al. (2008) evidenzia che esiste un declino preoccupante dei livelli di attività fisica dei bambini e dei ragazzi dai nove ai quindici anni, sia durante i giorni feriali sia nei fine settimana. Se ciò è rilevabile per le attività fisiche quotidiane, è intuibile che l'accesso alla pratica sportiva sia una meta non facilmente raggiungibile.

 



Tratto da: SDS, Scuola dello Sport CONI, n. 81



Per approfondire la tematica si consiglia la lettura di: SEDENTARIETA’ ED OBESITA’ GIOVANILE di Bellucci M., Faigenbaum A., Bazzano C.