Motivazione nello sport


Di Alberto Cei



La componente motivazionale svolge un ruolo fondamentale in qualsiasi attività sportiva. Essere motivati significa possedere un atteggiamento psicologico che agevolerà l’atleta nel raggiungimento dei risultati prefissati.




L’allenatore deve promuovere dei rinforzi interni alla pratica sportiva quali feedback che aumentino il senso di soddisfazione personale come abilità, dedizione, impegno, piuttosto che rinforzi esterni spesso limitanti e fonte di pressioni psicologiche (premi materiali, riconoscimenti simbolici, ecc). Spostare l’attenzione solo su fattori esterni infatti strumentalizza la prestazione fisica e non stimola l’appagamento di chi la compie.
Stabilire degli obiettivi di difficoltà crescente è il primo metodo per incentivare la motivazione. Mete facilmente raggiungibili provocano a lungo andare monotonia e noia. Lavorare su obiettivi definiti e accettati contribuisce invece al miglioramento dell’atmosfera generale dell’allenamento,  aumenta l’autonomia e la responsibilità dell’atleta, afferma la leadership dell’allenatore percepita così come più funzionale e credibile.




Indubbiamente, non è solo la motivazione del singolo a dover essere spronata ma va coltivato il successo di tutti i componenti della squadra. Per i bambini l’allenatore stabilisce, al contrario, standard individuali in base alle abilità, alle attitudini e all’esperienza sportiva del singolo data la giovane età e lo stato psicofisico ancora in evoluzione. Ciò non toglie l’importanza di proporre risultati sempre più soddisfacenti e di sfidare i limiti delle proprie capacità anche nei più piccoli, per imparare a motivare non solo in caso di vittoria ma anche di sconfitta.




Un buono psicologo dello sport per garantire un’efficienza del percorso formativo-emotivo deve possedere requisiti quali: conoscere le teorie motivazionali e le loro applicazioni nello sport, riconoscere il comportamento del singolo allenatore nel promulgare tale approccio metodologico, interagire in modo costruttivo con tutto lo staff tecnico, migliorare l’atteggiamento dell’atleta in fase di allenamento e sul campo ed infine monitorare il processo di auto-miglioramento nel tempo.
L’impegno è di favorire il binomio motivazione-prestazione affinché corpo e mente gareggino in sincronia per un miglioramento di se stessi.



Per saperne di più: Allenarsi per vincere, Alberto Cei. Perugia: Calzetti & Mariucci, 2011.