Mental coaching nello sport di alto livello


Di Alberto Cei



Con il termine prestazione s'intende quel comportamento motorio prodotto in relazione a un compito che può essere misurato (Lee, Craig, Hodges, 2001). Ciò indubbiamente presuppone abilità fisiche non indifferenti, ma non è da sottovalutare anche il controllo psicologico e lo stato emozionale-motivazionale che tali performance possono richiedere




Un atleta si definisce esperto infatti quando sa fare le scelte giuste, sa agire prontamente, anticipa le possibili situazioni di gioco, si adatta alle condizioni di gara, raggiunge gli obiettivi prefissati, è in grado di gestire lo stress agonistico con calma e self-control. Si potrebbero aggiungere tante altre qualità che determinano la stoffa del campione come l'essere flessibili, stabili, reattivi e riflessivi al momento giusto. Tutto questo lascia intendere come dietro al risultato ottimale non può esserci solo una preparazione fisica ma anche mentale.
Da qui l'importanza in ambito sportivo del mental coaching o mental training. Il mental coaching si prefigura come un  programma di allenamento sistematico e costante di tutte quelle abilità psicologiche e quegli atteggiamenti mentali che generalmente possono essere di base, quando non sono specifici in quanto non riconducibili ad un singolo sport e indipendenti dal livello di competenza dell'atleta; oppure di livello avanzato se atteggiamenti propri di una disciplina in particolare. 




L'allenatore pur differendo dal mental coach, figura professionale esperta nello sviluppare e condurre a termine i programmi di allenamento mentale, ha in parte il suo stesso compito. Infatti, oltre al raggiungimento di obiettivi comuni alla squadra e a stimolare continuamente i componenti del gruppo, l'allenatore deve prima di tutto sostenerli psicologicamente per garantire sempre la qualità del percorso allenante. Perciò si parla di comunicazione, ascolto, condivisione in un team di alto livello che mette in gioco costantemente non solo muscoli ma anche capacità mentali e cognitive.



Le abilità psicologiche di base che devono essere formate in un percorso di mental coaching sono: rilassamento, immaginazione mentale, dialogo con se stessi e imparare dalle precedenti esperienze. Ciò garantisce un'autoregolazione delle proprie azioni mentali e fisiche nonché una maggiore prontezza in tutte le situazioni di gioco. A livello specialistico ogni tipo di sport richiederà determinate competenze psicologiche, si pensi alla concentrazione nelle gare di velocità, la reattività negli sport di combattimento o lo sviluppo del pensiero tattico negli sport di squadra. Pertanto il mental coaching riveste un ruolo di primaria importanza da non subordinare alla pratica fisica se si vuole migliorare sempre e comunque anche e soprattutto a livelli più avanzati . 




Per saperne di più Sds, Scuola dello Sport n°87, Ottobre-Dicembre 2010.