Lo strappo nella pesistica


di Carlo Varalda




La pesistica si compone di due esercizi, lo strappo e lo slancio. Lo strappo è il primo esercizio che deve effettuare un atleta in pedana nelle competizioni. La sua importanza è data dal fatto che mette in evidenza la capacità di applicazione della forza in tempi molto rapidi, abbinata ad aspetti coordinativi importanti dell’atleta che esegue l’alzata.
Si esegue in un gesto unico in cui il bilanciere parte da terra per arrivare sopra la testa. La presa del bilanciere è larga perché, in questo modo, la traiettoria che deve percorrere è più corta. L’atleta si posiziona con le tibie a contatto con il bilanciere, con le spalle aperte e la schiena in iperestensione; questa posizione della colonna permette ai muscoli della schiena di distribuire in maniera equa il carico che andrà poi portato sopra la testa lungo tutta la struttura muscolare che supporta la colonna vertebrale. L’ampiezza dei piedi è più o meno quella delle spalle, il braccio è extraruotato e teso e lo sguardo è diretto in avanti.

È evidente che la posizione dell’atleta rispetto al bilanciere è condizionata da quelli che sono i rapporti delle ossa degli arti inferiori: con una lunghezza della tibia predominante sulla lunghezza totale dell’arto inferiore, il ginocchio si troverà più avanti della linea del bilanciere, mentre con una tibia meno dominante nella lunghezza totale dell’arto inferiore il posizionamento del ginocchio sarà meno avanzato. Questo faciliterà una traiettoria più rettilinea del bilanciere e consentirà all’atleta di non dover fare dei grossi richiami, attraverso la schiena, per rimettere in linea il bilanciere durante la fase di salita, dopo aver passato l’articolazione del ginocchio.

Si deve ricordare, quando si effettua uno strappo, che l’azione delle braccia deve essere solo quella di guida del bilanciere, perché la forza che viene impressa sopra allo strumento è dovuta alla spinta che le gambe danno sul pavimento. È infatti noto come la muscolatura delle gambe sia maggiore rispetto alla muscolatura delle braccia e, quindi, se si deve applicare un alto gradiente di forza, è più facile farlo con gli arti inferiori che non con gli arti superiori. Un altro fattore consiglia un utilizzo corretto della spinta delle gambe rispetto alla trazione delle braccia: il fattore velocità; come la partecipazione delle braccia all’azione di tirata porti a un rallentamento del bilanciere che condiziona
la corretta esecuzione dello strappo.

Il gesto dello strappo prevede che, una volta che il bilanciere è stato accelerato, per acquisire un’inerzia e salire verso l’alto l’atleta vada in accosciata completa, al fine di infilarsi sotto il bilanciere, per poi incastrare lo stesso a braccia tese sopra la testa. Da questa posizione procederà poi alla fase di risalita, seguita poi dal comando da parte dell’arbitro della messa a terra del bilanciere.
L’esercizio dello strappo richiede una corretta tecnica di esecuzione, perché non è possibile modificare, in corso d’opera, la tipologia di alzata. Un aspetto molto importante nell’esercizio dello strappo è rappresentato dalla tenuta del core; infatti la rapidità con cui si esegue il movimento, le capacità coordinative che entrano in gioco, gli aspetti neuromuscolari spinti ad alto livello fanno sì che le parti inferiore e superiore del corpo debbano essere in collegamento praticamente perfetto, al fine di evitare sia l’errore tecnico sia eventuali sovraccarichi strutturali e/o infortuni.

Un’altra cosa che si deve ricordare relativamente alla difficoltà nell’esecuzione è un aspetto inerente il baricentro. In questo esercizio il movimento del baricentro è continuo durante l’esecuzione e sarà dato dalla componente del baricentro corporeo, più o meno localizzato all’altezza dell’ombelico, e da quella del baricentro del bilanciere,  posizionato al centro dello stesso. Il baricentro risultante è sicuramente più alto rispetto a quello del corpo dell’atleta e questo presuppone che il controllo dell’equilibrio richieda una capacità di mantenimento della posizione molto elevata.

Gli esercizi della pesistica possono essere utilizzati senza alcun dubbio nella preparazione dei vari sport, come anche negli allenamenti nelle palestre fitness. Prima di arrivare alla realizzazione del gesto completo, si deve aver chiaro quali siano le fasi del movimento e come per ogni fase si debba avere una corretta postura ed esecuzione, al fine di evitare problemi al soggetto che esegue l’esercizio.

Per saperne di più: Dalle scienze motorie all'allenamento sportivo. Carlo Varalda. Perugia: Calzetti & Mariucci, 2017.